Secondo lo storico Augusto Placanica "... dal tardo '400 fino al '700, della Calabria gli scrittori parlano assai spesso in termini entusiastici, accreditando l'immagine di una regione bellissima, feracissima e, soprattutto, carica di antichissime glorie... "
Un mito positivo che accomuna la bellezza della terra e l'originalità intellettuale dei suoi abitanti.
Lentamente questa visione inizia a incrinarsi e la percezione della Calabria si sdoppia, consolidando, nell'immaginario collettivo, un territorio ambivalente dai paesaggi paradisiaci, ma abitato da esseri infernali, i "selvaggi d'Europa".
La paura ha la meglio sulla meraviglia.
Una delle pietre miliari della letteratura odeporica è senza dubbio connessa al mito del Grand Tour, ovvero il lungo e intenso viaggio di formazione a cui ambiva, nel '700 e '800, ogni giovane europeo di buona famiglia per immergersi nei luoghi della magnificenza dell'arte e della cultura classica italiana.
L'itinerario classico del Grand Tour, però, saltava letteralmente la Calabria e da Napoli, ultimo avamposto di civiltà, si raggiungeva, via mare, la Sicilia.
Pochi viaggiatori includevano nel loro Voyage en Italie il passaggio per la nostra regione e quando con coraggio e spirito d'avventura si decidevano a farlo, venivano frequentemente dissuasi o, addirittura, convinti a fare testamento prima della partenza per le "terre maledette".
Questa nomea ha accompagnato la Calabria a lungo, etichettandola come luogo pericoloso, terra di briganti e traditori, in un contesto di sottosviluppo, miseria e sopraffazione.
Un limite che non ha impedito la diffusione di un'ampia letteratura di viaggio sull'esplorazione della Calabria (o "Calabrie" come molti preferiscono, per sottolineare la molteplicità come idonea chiave di lettura) e le testimonianze di chi ha voluto conoscere e apprezzare, senza pregiudizi, la nostra regione sono molto interessanti.
Anzi, probabilmente proprio questo isolamento ne ha amplificato il mistero e il fascino, suscitando suggestione e incantamento.
Oggi che i viaggiatori scarseggiano e i turisti abbondano, la narrazione del territorio viaggia sulla rete, attraverso i commenti sui social, le foto, i video...
Ma, si sa, l'abbondanza non genera profondità e il rischio è quello di essere raccontati "ad alta voce" con superficialità e supponenza.
Consideriamo comunque importante confrontarsi con l'opinione di chi non è calabrese (e nel nostro caso catanzarese), ma convinti che esista un'altra via tra la fretta turistica e la staticità locale, Area Teatro - Catanzaro Centro ha scelto di lanciare una nuova rubrica dedicata al capoluogo calabrese: "LO SGUARDO FORESTIERO".
Un focus sull'esperienza di chi non è nativo di Catanzaro, ma per motivi vari (formazione, lavoro, amore, scelta, caso... ) si ritrova a vivere per un periodo più o meno lungo nella nostra città.
Pur prendendo spunto addirittura dall'epopea del Grand Tour, questa rubrica, nello stile di Area Teatro, non ha la pretesa di confondere l'esperienza, singola o collettiva, con la verità, ma vuole solo ispirare, con gioia e leggerezza, differenti punti di vista, suggerendo possibili visioni future.
Andremo quindi a intervistare i singoli soggetti, riportando la loro esperienza di forestieri per conoscere la loro storia, il motivo della presenza a Catanzaro, il rapporto con il territorio e con i "local", la valutazione complessiva ed eventuali suggerimenti.
Un modo per smettere di lamentarsi e parlarsi addosso, ascoltando anche il parere di chi vive un territorio con minori condizionamenti (positivi e negativi) e spesso con uno sguardo più fresco, curioso, collaborativo...
Per accompagnarci in questo viaggio abbiamo scelto, per coerenza, proprio uno sguardo forestiero: quello della giornalista e scrittrice Marta Irene Franceschini, bolognese di nascita, grande viaggiatrice, che da sei anni ha scelto di vivere in Calabria e da tre di abitare proprio a Catanzaro Centro.
Seguiteci, per scoprire lo sguardo forestiero sulla nostra città!
(Illustrazione di Francesca Paone - Il mio modo di vedere le cose)
LO SGUARDO FORESTIERO - DICONO DI NOI

