Il percorso è stato inserito nella XXIII edizione del prestigioso progetto Gutenberg Calabria, quest’anno intitolata “Catastrofi a mondi nuovi”, temi in cui per l’appunto la tragedia greca è maestra.
Grazie alla guida appassionata e intelligente di quattro docenti del Liceo, Massimiliano Lepera, Ines Arcuri, Pompea Zampetti e
Massimo Iiritano, il laboratorio teatrale ha coinvolto più di 30 studenti in questa avventura.
Il risultato è stata una carrellata di interpretazioni, prima a cura dei ragazzi più giovani per finire con quelli dell’ultimo anno che hanno portato in scena niente meno che l’Antigone integrale. E qui è scattata la magia.
Mi ha colpito la naturalezza di molti di loro, perfettamente calati nei dialoghi e nella storia, ma con in più la spontaneità disarmante della loro giovane età. Sono riusciti davvero a rendere viva e attuale la tragedia che interpretavano. Che poi, al di là delle qualità professionali, è il vero scopo del teatro.
Sobria e perfetta anche la regia, così come la scenografia essenziale ma cromaticamente intensa.
Dunque, applausi meritatissimi quelli che hanno accolto il debutto di questi giovani attori e attrici, e altrettanti ai docenti che hanno guidato questo progetto ambizioso e alla dirigente scolastica Stefania Cinzia Scozzafava che lo ha fortemente voluto. Questa è la dimostrazione che la scuola, quando funziona bene, può essere davvero un’esperienza formativa a tutto tondo, non solo culturale ma anche esperienziale. E credo proprio che i 30 ragazzi e ragazze coinvolti in questa esperienza non se la dimenticheranno mai.
Ma se l’Antigone ci ha lasciati tutti commossi e stupefatti, anche gli sketch che l’hanno preceduta sono assolutamente degni di nota. A cominciare dall’Edipo Re, che ha rivelato un vero talento naturale nel giovane interprete, al quale auguro di proseguire con successo la carriera teatrale.
Così come la rilettura del romanzo Le 13 Giare, sulla tragedia del camping di Soverato del 2000, che si conclude con queste parole: “Forse è solo questo che ci salva: ricordare.” Per non parlare del dialogo immaginario tra Johannes Gutenberg, inventore della stampa, e l’intelligenza artificiale, che ribadisce il concetto: “Cosa può salvare il futuro? La memoria e la conoscenza. L’inchiostro può stampare le parole, l’AI può moltiplicarle all’infinito, ma solo l’essere umano può dare loro un’anima.”
Marta Franceschini