Ci ha provato la Fondazione Politeama, sostenuta dalla Regione Calabria, con il progetto “Lirica a scuola”, che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto comprensivo Patari-Rodari-Pascoli-Aldisio e del Convitto Nazionale "P. Galluppi" - Catanzaro Centro.

Ci ha creduto soprattutto Antonietta Santacroce, musicista e Sovrintendente del Politeama, che ha scommesso su Rossini per conquistare i cuori dei più giovani, scegliendo una delle opere più divertenti e giocose del panorama lirico: Il barbiere di Siviglia.
La sfida era ambiziosa: portare sui banchi Figaro e i suoi amici, insegnare ai bambini le sue arie più celebri e farle eseguire sul palco dal coro di voci bianche delle due scuole accanto ai professionisti della lirica. Incaricati di realizzare questo piccolo miracolo alcuni personaggi d’eccezione: il musicista Giulio De Carlo e la cantante lirica Marianna Monterosso per la parte musicale e il divulgatore Marco Calabrese per gli aspetti storici, naturalmente coadiuvati dai docenti delle singole classi. Il tutto, in poco più di due mesi di lavoro.

Il debutto, al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, davanti a un pubblico di soli studenti, a dir la verità piuttosto distratto e chiassoso, il che è stato un peccato. Un aspetto sul quale si deve ancora lavorare per definire l’esperimento completamente riuscito. E qui si vede la differenza tra studenti preparati con impegno e passione ad assimilare contenuti culturali difficili anche per molti adulti, oppure accompagnati a fare la cosiddetta attività ludica. Per ben due volte i cantanti si sono dovuti interrompere per implorare il silenzio della platea.
Ammirevole e impeccabile invece il contegno e la performance dei piccoli coristi, perfettamente inseriti nella scenografia del regista argentino (ma di origini calabresi) Carlos Branca, figura di respiro internazionale, che ha saputo coadiuvare tradizione e modernità con ironia e intelligenza, sottolineando così l’attualità, e dunque l’universalità, di questo straordinario libretto operistico.
La conferma che il progetto “Lirica a scuola” può e deve essere considerato a buon diritto un meritatissimo successo, oltre che come auspico un esperimento da replicare, arriva infine dai pensieri dei giovani coristi, attaccati come post-it alla locandina dell’evento. Con la tipica sincerità dei bambini (dote che purtroppo si perde con gli anni), i personaggi vengono tratteggiati in modo lapidario e perfettamente azzeccato: Figaro (lo vedrei per metà ladro, per metà brava persona); il Conte (capace di mostrare dolcezza, debolezza e amore); Don Bartolo (è troppo geloso, dovrebbe cambiare atteggiamento); Rosina (ha un carattere simile al mio: è giovane, astuta e intelligente). Immagino che lo stesso Cesare Sterbini, librettista dell’opera, sarebbe orgoglioso di queste definizioni.
All’uscita del teatro fermo due coriste che si tengono per mano e chiedo loro, a bruciapelo, che cos’è dunque la bellezza della lirica. Vincendo la timidezza, una delle due risponde: “E’ bella, perché è storia cantata.”

Marta Franceschini