In un tempo in cui la ristorazione vive di accelerazioni continue e di format destinati a consumarsi rapidamente, la durata assume il valore di un evento da osservare con attenzione.
Non tanto per la difficoltà di iniziare, quanto per la complessità di restare riconoscibili, coerenti e credibili nel corso degli anni. Soprattutto mentre il pubblico cambia, il linguaggio del cibo si trasforma e il racconto gastronomico diventa parte integrante dell’esperienza.
A Catanzaro, L'intervallo attraversa questo tempo lungo come un luogo che ha saputo sedimentare una propria identità. Un’identità costruita sulla continuità più che sull’effetto, capace di rinnovarsi senza perdere consistenza.
Un locale che ha scelto di fondare il proprio percorso su una relazione stabile con chi lo frequenta, coltivata giorno dopo giorno attraverso una presenza costante e riconoscibile.
La sua storia, negli anni, si è intrecciata con quella della città e delle sue abitudini, con un’idea di ristorazione che mette al centro la misura e il servizio. Un progetto che ha mantenuto un equilibrio discreto e mai urlato. È in questo spazio silenzioso si è costruito, nel tempo, il senso di un luogo diventato riferimento e percepito come familiare.
L’intervista a Nico Ascrizzi, il titolare de ๐ฟ’๐ผ๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘ฃ๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘œ, ripercorre questo cammino e apre una riflessione sul valore del tempo, sulle scelte che lo attraversano e sulla continuità come forma di resistenza. Una conversazione che restituisce il profilo di un’attività cresciuta senza scorciatoie, affidando al lavoro quotidiano e al rigore professionale il compito di parlare.
๐“๐ซ๐ž๐ง๐ญ’๐š๐ง๐ง๐ข ๐ฌ๐จ๐ง๐จ ๐ฎ๐ง๐š ๐ฆ๐ข๐ฌ๐ฎ๐ซ๐š ๐๐ž๐ฅ ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ ๐ง๐จ๐ง ๐Ÿ๐š๐œ๐ข๐ฅ๐ž ๐๐š ๐ซ๐š๐ ๐ ๐ข๐ฎ๐ง๐ ๐ž๐ซ๐ž ๐จ๐ ๐ ๐ข ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฎ๐ง’๐š๐ญ๐ญ๐ข๐ฏ๐ข๐ญ๐šฬ€. ๐๐ฎ๐š๐ฅ ๐žฬ€ ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐จ ๐ซ๐ข๐œ๐จ๐ซ๐๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ซ๐ข๐š๐Ÿ๐Ÿ๐ข๐จ๐ซ๐š ๐ซ๐ข๐ฉ๐ž๐ง๐ฌ๐š๐ง๐๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ’๐š๐ฉ๐ž๐ซ๐ญ๐ฎ๐ซ๐š ๐๐ข ๐‹’๐ˆ๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฏ๐š๐ฅ๐ฅ๐จ?
L’entusiasmo! Un entusiasmo autentico, fatto di voglia di fare e di arrivare, di quella spinta interiore che a ventisei anni ti porta a sentire che è il momento di osare. L’apertura della pizzeria nasce dalla volontà di realizzare qualcosa nella vita, di dare una direzione concreta a pensieri e ambizioni che fino ad allora giravano in testa. C’era il desiderio di cambiare passo, di “svoltare”, come si dice. Tutto nasce da lì, da quella miscela di energia, aspettative e coraggio che appartiene solo a certi inizi
๐๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐ก๐š ๐ฌ๐œ๐ž๐ฅ๐ญ๐จ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐จ ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฅ๐จ๐œ๐š๐ฅ๐ž?
È stata un’occasione arrivata nel momento giusto, colta con piena consapevolezza. Lasciarla scivolare via avrebbe significato rischiare di sprecarla o, forse, di non incontrarne altre lungo il cammino.
๐„ฬ€ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐š ๐ฎ๐ง๐š ๐ฌ๐œ๐ž๐ฅ๐ญ๐š ๐ฏ๐ข๐ง๐œ๐ž๐ง๐ญ๐ž …
Trent’anni dopo posso dire di sì, è stata una vittoria. Una vittoria costruita nel tempo, giorno dopo giorno
๐‹’๐ˆ๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฏ๐š๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ง๐š๐ฌ๐œ๐ž ๐ž ๐œ๐ซ๐ž๐ฌ๐œ๐ž ๐ข๐ง ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐ข๐ญ๐ญ๐šฬ€ ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐ž๐ฅ ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ ๐ก๐š ๐œ๐š๐ฆ๐›๐ข๐š๐ญ๐จ ๐ซ๐ข๐ญ๐ฆ๐จ, ๐š๐›๐ข๐ญ๐ฎ๐๐ข๐ง๐ข ๐ž ๐ฅ๐ข๐ง๐ ๐ฎ๐š๐ ๐ ๐ข. ๐ˆ๐ง ๐œ๐ก๐ž ๐ฆ๐ข๐ฌ๐ฎ๐ซ๐š ๐ข๐ฅ ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฎ๐ซ๐›๐š๐ง๐จ ๐ก๐š ๐ข๐ง๐œ๐ข๐ฌ๐จ ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฏ๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐š ๐ข๐๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ญ๐šฬ€?
Nel corso di trent’anni, qualunque attività è inevitabilmente chiamata a confrontarsi con il mutare del mercato, con il cambiamento dei ritmi, delle abitudini e dei linguaggi della città in cui vive. Adeguarsi diventa una necessità, così come restare attenti alle novità che il tempo porta con sé. Questo processo, però, non può mai coincidere con una perdita di sé. L’adattamento ha senso solo se avviene senza intaccare l’identità, senza smarrire una visione costruita nel tempo e riconoscibile.
๐Ž๐ ๐ง๐ข ๐š๐ญ๐ญ๐ข๐ฏ๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐œ๐ก๐ž ๐๐ฎ๐ซ๐š ๐ฌ๐ฏ๐ข๐ฅ๐ฎ๐ฉ๐ฉ๐š ๐ฎ๐ง๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐š ๐œ๐ข๐Ÿ๐ซ๐š ๐ซ๐ข๐œ๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐œ๐ข๐›๐ข๐ฅ๐ž. ๐๐ฎ๐š๐ฅ ๐žฬ€ ๐ฅ๐š ๐œ๐ข๐Ÿ๐ซ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ข๐๐ž๐ง๐ญ๐ข๐Ÿ๐ข๐œ๐š ๐ข๐ฅ ๐ฏ๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐จ?
Affidabilità e serenità. È un luogo in cui si entra sapendo esattamente cosa si troverà, senza sorprese e senza rischi. Una certezza che riguarda i sapori, la qualità della materia prima, ma anche l’atmosfera, l’ambiente, il modo in cui l’esperienza viene restituita. Un’identità stabile, riconoscibile
๐‹๐š ๐œ๐จ๐ž๐ซ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐žฬ€ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐š ๐Ÿ๐ข๐ง ๐๐š๐ฅ๐ฅ’๐ข๐ง๐ข๐ณ๐ข๐จ ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐ซ๐ข๐ง๐œ๐ข๐ฉ๐ข๐จ ๐ ๐ฎ๐ข๐๐š ๐๐ž๐ฅ ๐ฏ๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐จ?
Sì, assolutamente. È stata una scelta determinata e che continuo a difendere nel tempo. Mentre tutto cambia e si trasforma, sono riuscito a mantenere i miei valori quale punto fermo del mio percorso. Una tradizione che non resta immobile, ma che viene accompagnata con attenzione da elementi nuovi, capaci di renderla attuale e attrattiva senza snaturarla. È proprio questo equilibrio che rappresenta una peculiarità che oggi ci contraddistingue
๐ˆ๐ง ๐ญ๐ซ๐ž๐ง๐ญ’๐š๐ง๐ง๐ข ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ข๐ณ๐ณ๐š ๐žฬ€ ๐ฉ๐š๐ฌ๐ฌ๐š๐ญ๐š ๐๐š ๐œ๐จ๐ง๐ฌ๐ฎ๐ž๐ญ๐ฎ๐๐ข๐ง๐ž ๐ฌ๐ž๐ญ๐ญ๐ข๐ฆ๐š๐ง๐š๐ฅ๐ž ๐š ๐ซ๐š๐œ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐จ ๐ ๐š๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ๐ง๐จ๐ฆ๐ข๐œ๐จ. ๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐š๐ฏ๐ž๐ญ๐ž ๐š๐ญ๐ญ๐ซ๐š๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐š๐ญ๐จ ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ญ๐ซ๐š๐ฌ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ฆ๐š๐ง๐ญ๐ž๐ง๐ž๐ง๐๐จ ๐œ๐จ๐ž๐ซ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐ž ๐ง๐š๐ญ๐ฎ๐ซ๐š๐ฅ๐ž๐ณ๐ณ๐š?
È vero. Un tempo si aspettava il sabato o un’occasione da festeggiare per mangiare fuori. Oggi, invece, la pizza è diventata una consuetudine che fa parte della routine, della normalità quotidiana. Può rispondere a una necessità, essere un piacere, oppure trasformarsi in un’occasione conviviale, a seconda dei momenti e delle esigenze. In questo cambiamento profondo del modo di vivere il cibo, ๐ฟ’๐ผ๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘ฃ๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘œ ha attraversato la trasformazione senza forzature, continuando a garantire ciò che considera essenziale: il soddisfacimento del bisogno di chi sceglie di entrare, attraverso un servizio pensato per accompagnare ogni esperienza con la stessa naturalezza.
Certo, oggi anche la pizza è diventata un racconto gastronomico, ed è un dato con cui è necessario confrontarsi. Vado incontro alle novità mantenendo però ben salda la base del prodotto: acqua, farina, un po’ di lievito. Nella mia visione la pizza deve rimanere un prodotto “povero”, nella sua essenza, capace però di essere arricchito da materie prime differenti e di qualità. È una linea chiara, da cui non mi allontano
๐’๐ž ๐๐จ๐ฏ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž ๐ข๐ง๐๐ข๐ฏ๐ข๐๐ฎ๐š๐ซ๐ž ๐ฎ๐ง๐š ๐ฌ๐œ๐ž๐ฅ๐ญ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ก๐š ๐จ๐ซ๐ข๐ž๐ง๐ญ๐š๐ญ๐จ ๐ฅ’๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐จ, ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐ฌ๐š๐ซ๐ž๐›๐›๐ž?
La coerenza. Ho continuato a fare bene ciò che sapevo fare, portandolo avanti con serietà e professionalità, senza deviare da quella linea iniziale. È una scelta che ha richiesto convinzione e tenacia, ma che nel tempo è stata riconosciuta dai clienti, diventando il fondamento di un rapporto basato sulla fiducia.
๐‹’๐ˆ๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฏ๐š๐ฅ๐ฅ๐จ ๐žฬ€ ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐ž๐ฉ๐ข๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฎ๐ง ๐ฅ๐ฎ๐จ๐ ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ข๐ง๐ฌ๐ž๐ ๐ฎ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ, ๐ฆ๐š ๐ฅ๐จ ๐š๐œ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐š๐ ๐ง๐š. ๐„ฬ€ ๐ฎ๐ง๐š ๐ฌ๐œ๐ž๐ฅ๐ญ๐š ๐œ๐จ๐ง๐ฌ๐š๐ฉ๐ž๐ฏ๐จ๐ฅ๐ž ๐จ ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐จ๐ง๐ฌ๐ž๐ ๐ฎ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐ง๐š๐ญ๐ฎ๐ซ๐š๐ฅ๐ž ๐๐ž๐ฅ ๐ฏ๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ ๐ฆ๐จ๐๐จ ๐๐ข ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž๐ซ๐ž ๐ž ๐๐ข ๐ฅ๐š๐ฏ๐จ๐ซ๐š๐ซ๐ž?
È stata un’evoluzione naturale. Non ho mai sentito il bisogno di rincorrere mode che non mi appartengono, né di fare scelte lontane dal mio modo di essere. ๐ฟ’๐ผ๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘ฃ๐‘Ž๐‘™๐‘™๐‘œ è, in questo senso, lo specchio della mia personalità e nel tempo è stata riconosciuta da chi ci ha scelto.
๐๐ฎ๐š๐ฅ ๐žฬ€ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐š, ๐ฌ๐ž๐œ๐จ๐ง๐๐จ ๐ฅ๐ž๐ข, ๐ฅ๐š ๐œ๐ก๐ข๐š๐ฏ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฆ๐š๐ง๐ญ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐ž ๐ฎ๐ง๐š ๐๐ข๐ซ๐ž๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐œ๐จ๐ž๐ซ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ง๐ž๐ฅ ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ?
Rimanere fedele ai miei princìpi, soprattutto nei momenti meno facili, quando sarebbe stato più semplice cedere o cambiare direzione. È una strada che ha richiesto forza e resilienza, ma che oggi, forse più di quanto accadesse in passato, restituisce i suoi frutti. Accade spesso di ricevere i complimenti di chi riconosce negli impasti lo stesso gusto di trent’anni fa. È un segnale concreto e potente.
๐๐ฎ๐š๐ฅ ๐žฬ€ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐š ๐ฅ’๐ข๐๐ž๐š ๐๐ข ๐š๐œ๐œ๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐ž๐ง๐ณ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ก๐š ๐ ๐ฎ๐ข๐๐š๐ญ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ ๐ž๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐ฅ๐จ๐œ๐š๐ฅ๐ž?
Un'idea nata dal mio percorso nella ristorazione. Arrivavo da esperienze che mi avevano insegnato i dettami del servizio al tavolo, la centralità della cura del cliente, l’importanza di un’attenzione costante ma mai invadente. Sono principi che ho voluto trasferire fin dall’inizio nel locale, perché l’accoglienza, per me, non è mai stata un gesto accessorio, ma parte integrante dell’esperienza.
๐†๐ฎ๐š๐ซ๐๐š๐ง๐๐จ ๐š ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐ข ๐ญ๐ซ๐ž๐ง๐ญ’๐š๐ง๐ง๐ข ๐œ๐จ๐ง ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ ๐ฎ๐š๐ซ๐๐จ ๐๐ข ๐จ๐ ๐ ๐ข, ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐ฅ๐ž ๐ก๐š ๐ข๐ง๐ฌ๐ž๐ ๐ง๐š๐ญ๐จ ๐ฅ๐š ๐๐ฎ๐ซ๐š๐ญ๐š, ๐ฉ๐ข๐ฎฬ€ ๐๐ž๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐œ๐œ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ?
Stare a contatto quotidiano con le persone mi ha insegnato, prima di tutto, a conoscerle un po’ alla volta, a coglierne le sfumature, a comprendere che ogni cliente porta con sé esigenze diverse, legate al momento che sta vivendo. Ho affinato la capacità di ascoltare e di adattare l’accoglienza alle loro necessità. Ho imparato il valore di ogni relazione, sempre diversa dall’altra e mai replicabile.
Sul piano personale,attraverso alcune sfide lavorative ho avuto l’occasione di mettermi alla prova e, in quel confronto continuo, di conoscere meglio me stesso.
๐”๐ง ๐š๐ง๐ง๐ข๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐š๐ซ๐ข๐จ ๐ข๐ฆ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐ž ๐žฬ€ ๐š๐ง๐œ๐ก๐ž ๐ฎ๐ง ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ ๐๐ข ๐ซ๐ข๐œ๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐œ๐ž๐ง๐ณ๐š. ๐‚’๐žฬ€ ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐ž๐ง๐ฌ๐ข๐ž๐ซ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐๐ข ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ž๐ซ ๐๐ž๐๐ข๐œ๐š๐ซ๐ž ๐š ๐œ๐ก๐ข ๐ฏ๐ข ๐ก๐š ๐š๐œ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐š๐ ๐ง๐š๐ญ๐จ ๐Ÿ๐ข๐ง ๐ช๐ฎ๐ข?
La mia gratitudine va innanzitutto a chi ha collaborato con me nel corso degli anni. Sono state persone con cui ho condiviso lunghe giornate di lavoro, ore intense vissute fianco a fianco, attraversando momenti stressanti e altri più leggeri, sacrifici e soddisfazioni. Ognuno, a suo modo, ha contribuito al percorso e al successo di questa attività. Non avrei potuto costruire tutto da solo. A loro va la mia più sincera gratitudine per ciò che sono riuscito a realizzare.
Il mio grazie è rivolto anche ai clienti che nel tempo hanno scelto di tornare, riconoscendo e sostenendo il mio lavoro. La loro presenza costante è stata preziosa.
Accanto a questo, sento il bisogno di ringraziare anche chi non è stato con me quotidianamente nel locale, ma mi ha supportato dietro le quinte. I miei genitori, la mia compagna, i miei familiari e i miei amici. Hanno rappresentato un punto di equilibrio e di forza.
๐Ž๐ ๐ง๐ข ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ข๐๐š ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ข๐ง๐ฎ๐š ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐ฌ๐š ๐ข๐ฆ๐ฆ๐š๐ ๐ข๐ง๐š๐ซ๐ฌ๐ข. ๐๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐จ๐ซ๐ข๐ณ๐ณ๐จ๐ง๐ญ๐ž ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐ž ๐œ๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ฎ๐ž๐ง๐๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ข๐ฅ ๐Ÿ๐ฎ๐ญ๐ฎ๐ซ๐จ ๐๐ž ๐‹’๐ˆ๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฏ๐š๐ฅ๐ฅ๐จ?
Di continuare ad essere quello che è oggi, preservando un’identità costruita nel tempo, mantenendo saldi i valori che l’hanno resa riconoscibile.
๐’๐ž ๐๐จ๐ฏ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž ๐ซ๐š๐œ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐š๐ซ๐ž ๐‹’๐ˆ๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฏ๐š๐ฅ๐ฅ๐จ ๐œ๐จ๐ง ๐ฎ๐ง๐š ๐ฌ๐จ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ซ๐š๐ฌ๐ž, ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐ฌ๐œ๐ž๐ ๐ฅ๐ข๐ž๐ซ๐ž๐›๐›๐ž ๐จ๐ ๐ ๐ข?
Un’attività che ha attraversato tre decenni mantenendo una direzione chiara.
๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐š๐ฏ๐ž๐ญ๐ž ๐ฌ๐œ๐ž๐ฅ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐Ÿ๐ž๐ฌ๐ญ๐ž๐ ๐ ๐ข๐š๐ซ๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐š๐ง๐ง๐ข๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐š๐ซ๐ข๐จ?
Con un brindisi da condividere con i clienti, con la mia famiglia, con i miei collaboratori. Un gesto pensato come un momento di incontro e di festa, in cui ritrovarsi e celebrare insieme L’Intervallo.
๐‘ณ’๐’Š๐’๐’—๐’Š๐’•๐’ ๐’†ฬ€ ๐’‚๐’‘๐’†๐’“๐’•๐’ ๐’‚ ๐’•๐’–๐’•๐’•๐’Š, ๐’๐’–๐’๐’†๐’…๐’Šฬ€ 26 ๐’ˆ๐’†๐’๐’๐’‚๐’Š๐’, ๐’‚ ๐’‘๐’‚๐’“๐’•๐’Š๐’“๐’† ๐’…๐’‚๐’๐’๐’† 19:00. ๐‘ฝ๐’Š ๐’‚๐’”๐’‘๐’†๐’•๐’•๐’Š๐’‚๐’Ž๐’.
Nel panorama di una ristorazione sempre più esposta al cambiamento, ๐‘ท๐’Š๐’›๐’›๐’†๐’“๐’Š๐’‚ ๐‘ณ’๐‘ฐ๐’๐’•๐’†๐’“๐’—๐’‚๐’๐’๐’ dimostra che la solidità di un progetto si costruisce nella capacità di mantenere una direzione precisa nel tempo, lasciando che sia la continuità del lavoro, più che l’urgenza della novità, a definire il valore e il consolidamento di un percorso.