Entrare in teatro, questa volta, non significa prendere posto e attendere che qualcosa accada davanti agli occhi. ๐‘ณ๐’‚ ๐‘ต๐’‚๐’—๐’† ๐‘ป๐’†๐’‚๐’•๐’“๐’ chiede di rallentare, di attraversare e abitare lo spazio, di affidarsi a un’esperienza che si costruisce attraverso il corpo, la relazione, il movimento. Lo spettatore diventa parte integrante di un racconto che prende forma passo dopo passo.
Il percorso è calibrato con precisione e delicatezza e accompagna chi partecipa dentro una dimensione nuova. Il teatro viene osservato dall’alto e dal basso, abitato nei suoi luoghi visibili e invisibili, fino a restituirsi organismo vivo, stratificato, carico di memoria. Ogni passaggio è una scoperta, ogni spostamento genera consapevolezza. È in questo attraversamento che lo spazio restituisce al teatro il suo valore rituale e collettivo.
Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio è Francesco Gallelli, interprete contemporaneo dei testi di Giacomo Carbone. La sua presenza non impone, ma guida, spiega, accompagna. Con lui la parola si fa corpo e gesto, trovando ascolto nei luoghi che la accolgono. La sua interpretazione diventa così un atto di narrazione artistica, capace di attivare memoria e consapevolezza.
๐ฟ๐‘Ž ๐‘๐‘Ž๐‘ฃ๐‘’ ๐‘‡๐‘’๐‘Ž๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ è anche un atto di fiducia nello spettatore, chiamato a partecipare con attenzione e disponibilità emotiva. Un’esperienza che ribalta lo sguardo e ridefinisce il rapporto tra scena e platea, restituendo al teatro la sua natura più profonda, quella di spazio condiviso e vissuto.
Di questo e molto altro parliamo con Francesco Gallelli.
๐‚๐ก๐ž ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข๐Ÿ๐ข๐œ๐š, ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐ž๐ข, ๐š๐ญ๐ญ๐ซ๐š๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐š๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐œ๐ž๐ง๐š ๐ข๐ง๐œ๐š๐ซ๐ง๐š๐ง๐๐จ “๐ฉ๐ž๐ซ๐ฌ๐จ๐ง๐š๐ ๐ ๐ข ๐š๐ฅ๐ญ๐ซ๐ข”? ๐„ฬ€ ๐ฎ๐ง ๐š๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐จ ๐ฉ๐ข๐ฎ๐ญ๐ญ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฎ๐ง’๐ž๐ฌ๐ฉ๐ž๐ซ๐ข๐ž๐ง๐ณ๐š ๐๐ข ๐ญ๐ซ๐š๐ฌ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž?
Per me non si tratta di “essere” un personaggio. E’ piuttosto un’esperienza di attraversamento. Diventare un’entità che crea una dimensione sospesa. In questo stato si esplora, si conosce, si condivide, ci si purifica, per poi ripartire. Quando sono sul palco, cerco di fare accadere questo in fondo, entro in un viaggio.
๐๐ž๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐ฅ๐š๐ฏ๐จ๐ซ๐จ ๐ซ๐ข๐œ๐จ๐ซ๐ซ๐ž ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ซ๐ข๐Ÿ๐ž๐ซ๐ข๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐š๐ฅ ๐Ÿ๐ฅ๐ฎ๐ฌ๐ฌ๐จ ๐๐ข ๐œ๐จ๐ฌ๐œ๐ข๐ž๐ง๐ณ๐š. ๐‚๐ก๐ž ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐š ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐๐ข๐ฆ๐ž๐ง๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐œ๐ซ๐ž๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐š ๐š๐ฅ๐ฅ’๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ง๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐œ๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ฌ๐œ๐ž๐ง๐ข๐œ๐š?
Non ci sono delle tecniche prestabilite o metodi precisi nel mio lavoro, ogni volta è diverso. Per esempi, in ๐‘†๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž๐‘๐‘ข ๐‘†๐‘ก๐‘Ÿ๐‘–๐‘ก ๐‘‰๐‘–๐‘ข' il flusso di coscienza è emerso come un possibile sentiero da intraprendere, la fatica fisica mi ha permesso di attivarlo, per poi insieme al regista dare ovviamente una forma all'opera. In ๐‘ƒ๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘– ๐‘ ๐‘ข๐‘™๐‘™๐‘Ž ๐‘š๐‘–๐‘Ž ๐‘ก๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘Ž mi hanno consegnato un testo e insieme ai registi ho lavorato prima su lunghe partiture fisiche. In ๐‘€๐‘Ž๐‘”๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘–ฬ€๐‘Ž. ๐ธ๐‘™๐‘’๐‘”๐‘–๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘ข๐‘› ๐‘š๐‘œ๐‘›๐‘‘๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘‘๐‘ข๐‘กo, essendo la mia prima regia, ma avendo anche una scrittrice/dramaturg di scena e un cantante e musicista dal vivo, ho lavorato su partiture fisiche e sonore, flusso di coscienza, e scrittura di scena.
In totale armonia cerco di darmi delle possibilità, provo a dare spazio all' istinto e a trovare nel vissuto delle sensazioni, quando vengono innestate e attivate realmente mi lascio andare, ma ripeto, ogni opera è diversa, a volte si parte da un testo, a volte da immagini, a volte si scrive direttamente sul palco, ci sono infinite possibilità, è una fragile e coraggiosa immersione che dipende dal tipo di ricerca che vado a fare.
๐๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐ญ๐ข๐ฉ๐จ ๐๐ข ๐ž๐ฌ๐ฉ๐ž๐ซ๐ข๐ž๐ง๐ณ๐š, ๐ฉ๐ข๐ฎฬ€ ๐œ๐ก๐ž ๐๐ข ๐ฆ๐ž๐ฌ๐ฌ๐š๐ ๐ ๐ข๐จ, ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ซ๐š ๐๐ข ๐ซ๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐ฎ๐ข๐ซ๐ž ๐š๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ญ๐ญ๐š๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐œ๐ก๐ž ๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ž ๐ฉ๐š๐ซ๐ญ๐ž ๐š๐ข ๐ฌ๐ฎ๐จ๐ข ๐ฏ๐ข๐š๐ ๐ ๐ข ๐ญ๐ž๐š๐ญ๐ซ๐š๐ฅ๐ข?
Spero che lo spettatore riesca a sentire qualcosa che, in quel momento, non sappia del tutto ricondurre a una provenienza precisa. Non importa darle un nome, l’importante è che venga sentita e ne rimanga traccia nell' inconscio più profondo.
๐Ž๐ ๐ ๐ข ๐žฬ€ ๐ฎ๐ง ๐š๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐ซ๐ข๐œ๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐œ๐ข๐ฎ๐ญ๐จ ๐š ๐ฅ๐ข๐ฏ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ง๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ž. ๐†๐ฎ๐š๐ซ๐๐š๐ง๐๐จ ๐š๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐จ, ๐ช๐ฎ๐š๐ง๐ญ๐จ ๐ก๐š ๐ข๐ง๐œ๐ข๐ฌ๐จ ๐ฅ’๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž๐ซ๐ž ๐ฉ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ญ๐จ ๐๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐‚๐š๐ฅ๐š๐›๐ซ๐ข๐š, ๐๐š ๐ฎ๐ง ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐ข๐Ÿ๐ž๐ซ๐ข๐œ๐จ ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฉ๐ž๐ญ๐ญ๐จ ๐š๐ข ๐ ๐ซ๐š๐ง๐๐ข ๐œ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐ข ๐ญ๐ž๐š๐ญ๐ซ๐š๐ฅ๐ข ๐ข๐ญ๐š๐ฅ๐ข๐š๐ง๐ข?
Me lo sono chiesto spesso. La risposta, però, non riguarda tanto la geografia quanto l’arte in sé. Il mio percorso è sempre stato un’esplorazione, un viaggio. Forse perché il viaggio è, da sempre, la mia vera passione.
๐ˆ๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐จ ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ž ๐š๐ฏ๐ฏ๐ข๐จ ๐๐š ๐ฌ๐ญ๐ฎ๐๐ข ๐š๐ฉ๐ฉ๐š๐ซ๐ž๐ง๐ญ๐ž๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ฅ๐จ๐ง๐ญ๐š๐ง๐ข ๐๐š๐ฅ ๐ญ๐ž๐š๐ญ๐ซ๐จ, ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐„๐œ๐จ๐ง๐จ๐ฆ๐ข๐š ๐๐ž๐ฅ ๐“๐ฎ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ. ๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐ง๐š๐ฌ๐œ๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ฌ๐œ๐ž๐ฅ๐ญ๐š ๐ž ๐ข๐ง ๐œ๐ก๐ž ๐ฆ๐จ๐๐จ ๐ก๐š ๐ข๐ง๐Ÿ๐ฅ๐ฎ๐ข๐ญ๐จ ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ฎ๐š ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐œ๐š?
Nasce da un desiderio profondo di viaggiare. Pensavo che tanti spostamenti geografici (anche grazie all'università) potessero offrirmi una vita da sognatore. Sono cresciuto sul mare, in un piccolo paesino di periferia. Inoltre, provengo da una famiglia, come tante, con una lunga storia di emigrazione. I loro racconti hanno sempre tenuto lontana da me l’idea di immobilità.
Dopo il diploma ho scelto di studiare fuori, a Rimini, proprio per superare quei confini. Da lì ho iniziato a muovermi, vivendo alle Canarie, Cuba, Andalusia, Australia etc. A L'Avana ho avuto il mio primo vero contatto con l’arte, frequentando diversi artisti, anche se la recitazione non era ancora entrata nel mio cuore.
๐ˆ๐ง ๐œ๐ก๐ž ๐ฆ๐จ๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ฏ๐ข๐š๐ ๐ ๐ข๐จ, ๐๐š ๐ž๐ฌ๐ฉ๐ž๐ซ๐ข๐ž๐ง๐ณ๐š ๐ž๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐ž๐ง๐ณ๐ข๐š๐ฅ๐ž, ๐ฌ๐ข ๐žฬ€ ๐ญ๐ซ๐š๐ฌ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐š๐ญ๐จ ๐ข๐ง ๐ฎ๐ง ๐ฏ๐ž๐ซ๐จ ๐ž ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐จ ๐ฅ๐ข๐ง๐ ๐ฎ๐š๐ ๐ ๐ข๐จ ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐œ๐จ?
Inconsciamente le cose sono maturate mentre le praticavo entrambe. Essendo cose molto diverse, posso solamente dire che fanno parte ormai della mia vita. Il viaggio rimane un mezzo di conoscenza, esplorazione che inevitabilmente contagia la mia ricerca artistica.
๐๐ฎ๐š๐ง๐๐จ ๐ก๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ๐š ๐ซ๐ž๐œ๐ข๐ญ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐š๐ซ๐ž๐›๐›๐ž ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐š ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐จ ๐ฎ๐ง๐š ๐ฉ๐š๐ฌ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ž, ๐ฆ๐š ๐ฎ๐ง๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐Ÿ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐š ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฌ๐ž๐ ๐ฎ๐ข๐ซ๐ž ๐œ๐จ๐ง ๐ซ๐ข๐ ๐จ๐ซ๐ž ๐ž ๐๐ž๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž?
Non c’è stato un momento preciso. Forse perché sono sempre stato istrionico, qualcuno che amava mettersi in gioco e far divertire gli altri. O forse per la curiosità di attraversare identità diverse, ogni volta, in qualcosa di nuovo.
๐“๐ซ๐š ๐ฅ๐ž ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐ž ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐ž ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐œ๐ก๐ž ๐œ๐ก๐ž ๐ก๐š ๐š๐ญ๐ญ๐ซ๐š๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐š๐ญ๐จ, ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐žฬ€ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐จ ๐ฅ๐š ๐ซ๐ž๐œ๐ข๐ญ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐š ๐ข๐ฆ๐ฉ๐จ๐ซ๐ฌ๐ข ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐ฉ๐š๐ณ๐ข๐จ ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฏ๐ข๐ฅ๐ž๐ ๐ข๐š๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ฎ๐š ๐ซ๐ข๐œ๐ž๐ซ๐œ๐š?
Le racconto un episodio.
Durante un periodo in Australia frequentavo il mio primo corso all’Actor’s Center con Dean Carey e lavoravo in fattoria e raccoglievo frutta, per mettere da parte i soldi per un viaggio nel Sud-Est asiatico. In Vietnam persi il passaporto in aereo e rimasi bloccato in aeroporto per tre giorni in Vietnam.
๐ถ๐‘œ๐‘š๐‘’ ๐‘–๐‘› ๐‘‡โ„Ž๐‘’ ๐‘‡๐‘’๐‘Ÿ๐‘š๐‘–๐‘›๐‘Ž๐‘™?
Esattamente (ride ndr), con la differenza che non potevo restare nell’area internazionale. In quel terminal mi misi ad osservare con paura la società umana, mi sono sentito spodestato della mia identità, anche se non sapevo realmente quale fosse. Fino a quando con un documento di emergenza mi rispedirono in Italia.
Al rientro sentii il bisogno di fermarmi. Cercavo stabilità, mi mancava qualcosa. Mi chiesi allora dove potessi ritrovare il senso del viaggio in una forma che mi rappresentasse davvero. La risposta fu la recitazione.
Da lì ho iniziato a studiare. Il Teatro del Carro è stato decisivo, perché mi ha fatto comprendere che il teatro era il mio luogo naturale. Ho continuato a formarmi con alcuni maestri, e oggi sto cercando di costruire una poetica personale.
๐’๐ž ๐จ๐ ๐ ๐ข ๐๐จ๐ฏ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ข๐ง๐ž๐š๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ฎ๐š ๐ฉ๐จ๐ž๐ญ๐ข๐œ๐š, ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ข ๐ž๐ฅ๐ž๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ข ๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ฉ๐ข๐ฎฬ€ ๐ฏ๐ข๐œ๐ข๐ง๐ข ๐š๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐ฆ๐จ๐๐จ ๐๐ข ๐š๐›๐ข๐ญ๐š๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐œ๐ž๐ง๐š?
L'estasi, il Mediterraneo, il rito, la memoria, gli ultimi, la trascendenza, il dialetto.
๐๐ž๐ข ๐ฌ๐ฎ๐จ๐ข ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ญ๐ญ๐š๐œ๐จ๐ฅ๐ข ๐ฏ๐ข๐ž๐ง๐ž ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ซ๐ข๐œ๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐œ๐ข๐ฎ๐ญ๐š ๐ฎ๐ง๐š ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ญ๐ž ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐จ๐ง๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ซ๐ข๐ญ๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐ž๐ ๐ž๐ฆ๐จ๐ญ๐ข๐ฏ๐š. ๐ƒ๐š ๐๐จ๐ฏ๐ž ๐ง๐š๐ฌ๐œ๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ง๐ฌ๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐ง๐ž๐ฅ ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ง ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ฎ๐›๐›๐ฅ๐ข๐œ๐จ?
Non lo so, e spero continui ad esistere.
๐Ž๐ฅ๐ญ๐ซ๐ž ๐š๐ฅ ๐ญ๐ž๐š๐ญ๐ซ๐จ, ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ข ๐š๐ฅ๐ญ๐ซ๐ž ๐š๐ซ๐ญ๐ข ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ข๐ง๐ฎ๐š๐ง๐จ ๐š ๐ง๐ฎ๐ญ๐ซ๐ข๐ซ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐ฌ๐ ๐ฎ๐š๐ซ๐๐จ ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ฎ๐š ๐ฌ๐ž๐ง๐ฌ๐ข๐›๐ข๐ฅ๐ข๐ญ๐šฬ€, ๐š๐ง๐œ๐ก๐ž ๐š๐ฅ ๐๐ข ๐Ÿ๐ฎ๐จ๐ซ๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐œ๐ž๐ง๐š?
Non pratico altre arti al di fuori del teatro. Credo di nutrirlo principalmente dalla lettura, e avendo giocato a calcio per tantissimi anni, inevitabilmente lo sport ha lasciato tracce indelebili sulla memoria corporea. Mi nutro soprattutto da tantissime altre cose lontane mondo artistico.
๐‹๐ž๐ข ๐ฌ๐ข ๐๐ž๐Ÿ๐ข๐ง๐ข๐ฌ๐œ๐ž ๐ฉ๐ข๐ฎฬ€ ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐ž๐ซ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐ž๐ซ ๐œ๐ก๐ž ๐ฎ๐ง ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฉ๐ซ๐ž๐ญ๐ž ๐๐ข ๐ซ๐ฎ๐จ๐ฅ๐ข ๐ญ๐ซ๐š๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ข. ๐ˆ๐ง ๐œ๐ก๐ž ๐ฆ๐จ๐๐จ ๐ฌ๐œ๐ž๐ ๐ฅ๐ข๐ž ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐ข๐ ๐ฎ๐ซ๐ž ๐๐š ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐š๐ซ๐ž ๐ข๐ง ๐ฌ๐œ๐ž๐ง๐š?
Sono un attore (e tanti dicono anche performer). Ciò che mi interessa è incontrare un'entità, più che il personaggio. E lì sulla soglia confrontarci per attraversarci.
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Ancora lo sto esplorando, ma ho già indossato un po' di pudore per condurre i viaggiatori con dolcezza in riva al fiume, e da nocchiero spero di conquistare la loro fiducia.
๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐ข ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ฎ๐ญ๐ญ๐ฎ๐ซ๐š ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ž๐ซ๐Ÿ๐จ๐ซ๐ฆ๐š๐ง๐œ๐ž ๐ž ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ ๐ข๐ง๐ฌ๐ญ๐š๐ฎ๐ซ๐š ๐œ๐จ๐ง ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ฉ๐š๐ณ๐ข๐จ ๐ญ๐ž๐š๐ญ๐ซ๐š๐ฅ๐ž ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ๐š ๐š๐œ๐œ๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐ž?
È una performance itinerante. Un progetto nato dall'idea del direttore generale Settimio Pisano (colgo l'occasione per ringraziarlo e per la fiducia che ha avuto nei miei confronti). Quando mi ha chiamato per la prima volta, ci siamo confrontati su diversi aspetti. Successivamente, ho iniziato a lavorare sull’identità del luogo, sui silenzi imponenti dell'architettura. Il teatro diventa, forse, una nave, e così posso accompagnare i visitatori in un viaggio alla scoperta del monumento
Il racconto intreccia la ricerca di Portoghesi, la scrittura di Giacomo Carbone e il mio lavoro attoriale. Porto con me figure archetipiche, mitologiche, e immaginari personali per trovare poi durante la visita sia rivelazione che stupore.
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È una visita guidata drammatizzata, una narrazione. Navigo, ascoltando ciò che mi circonda, esploro linguaggi diversi, finché non trovo una forma che possa schiarirmi, senza invadere il contesto geografico, architettonico e poetico.
La forma è indispensabile, ma deve essere autentica. Non cerco la comodità: affrontare testi che non mi appartengono è spesso il modo migliore per scoprire territori nuovi, anche interiori.
๐๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฅ๐š๐ฏ๐จ๐ซ๐จ ๐ฅ๐ž ๐ก๐š ๐ซ๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐ฎ๐ข๐ญ๐จ ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐๐ข ๐ง๐ฎ๐จ๐ฏ๐จ ๐ง๐ž๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐จ ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐œ๐จ? ๐ˆ๐ง ๐œ๐ก๐ž ๐ฆ๐จ๐๐จ ๐ก๐š ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ญ๐จ ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฏ๐ข๐š๐ ๐ ๐ข๐จ ๐ฌ๐œ๐ž๐ง๐ข๐œ๐จ?
La distanza ravvicinata con il pubblico mi ha restituito un pizzico di maturità, e guidarlo con un' po' di tremore emotivo è stato utile per non farmi scivolare dalla nave. Il resto del viaggio, lo sto ancora vivendo con generosità e gratitudine.
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È uno spazio che chiede di essere attraversato fisicamente ma con delicatezza, accompagnare il pubblico, trovandomi in bilico tra attore e guida, tra una lieve mareggiata e una mappa dei venti sempre da consultare, mi aiuta a capire dove sono, e come il mio immaginario possa dialogare con il testo, l' architettura e i viaggiatori.
Da spettatore l’ho sempre guardato in modo diverso; oggi, osservandolo nella sua struttura, scopro nuove connessioni con l’arte, l’architettura, la natura.
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Perché spesso i luoghi non vengono osservati nella loro interiorità. Vedere il teatro nel teatro è un’esperienza interessante.
Comprendere perché e come un'opera monumentale sia stata realizzata, attraverso un’esperienza condivisa e drammatizzata, aiuta lo spettatore a rivedere il suo ruolo in teatro. Chi esce dal Teatro Politeama dopo questo viaggio, non lo guarda più il allo stesso modo.
Un invito che vale la pena accogliere, perché uscendone non si guarda più lo spazio teatrale allo stesso modo. E, forse, neppure il proprio ruolo di spettatori.
๐‘ณ๐’‚ ๐‘ต๐’‚๐’—๐’† ๐‘ป๐’†๐’‚๐’•๐’“๐’ sarà in scena il 29 e il 30 dicembre con spettacoli alle 17:00 e alle 19:00 (https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=628403).
Foto di Angelo Maggio